“Per lasciarci soltanto una voglia di pioggia” (Festival Buon compleanno Faber 2015) Giovedì 12 Febbraio 2015 ore 19.30

Un viaggio intorno all’attualità dei temi e della poetica di Faber
Daniela Porru, voce, Marco Maxia, chitarra, charango, balalaika e Gerardo Ferrara, voce, percussioni.

È da qui che inizia il percorso innovativo dell’attore e giornalista radiofonico Gerardo Ferrara, nel descrivere i sentieri alchemici del mosaicismo deandreiano in uno spettacolo che si propone di associare sperimentalismo musicale e attualizzazione dei temi toccati da Fabrizio De Andrè.
Lontano dal voler essere l’ennesimo tentativo di “masterizzazione” di De Andrè, il lavoro di Ferrara è un tentativo di scomporre e di destrutturare la “ pace terrificante” e i “gas esilaranti” del regime, espressione di una società anestetica ed eutanasiaca.
Questo intento è raggiunto attraverso l’incontro di alcuni testi di De Andrè, proposti in un’unica lettura e con registri musicali diversi.
Non mancano le musiche originali e al tempo stesso sperimentali offerte dai diversi musicisti che accompagnano l’attore nel suo percorso, così come emerge la matrice popolare e tradizionale da cui il cantautore genovese ha attinto a piene mani.
In questo viaggio, attraverso la “tessitura sonora” del chitarrista Marco Maxia e il canto dolce e profondo di Daniela Porru, si incrociano e si intrecciano molteplici e diversi linguaggi poetico-musicali che danno vita ad un “dialogo” con lo stesso Ferrara, dalla musica di tradizione a quella d’autore, sempre in linea con l’impegno civile e l’accorata partecipazione alle tematiche sociale dettate dal tempo che stiamo attraversando, per solcare rotte diverse e scoprire nuovi fondali per sancire la portata altissima del pensiero “deandreiano” e sottolinearne “l’urgenza”.
La poetica di De Andrè, la sua visone sociale e la ricchezza delle sue considerazioni emergono nitide e forti nella rilettura puntuale di Ferrara, lasciando trasparire un’esigenza di ricordare e ribadire il messaggio di Faber, ripercorrendone temi, luoghi e suggestioni.
Le metriche di un canto antico e sempre sorprendentemente attuale, inconfutabilmente contemporaneo, specchio di ideali e disillusioni di un artista profondamente immerso nel suo tempo, voce degli ultimi e inventore di favole allegre e tristi, lucide visioni e mirabili poesie in musica che toccano la mente e il cuore.
Intrecciando versi del cantautore genovese e storie d’attualità, ripercorrendone il pensiero e l’ispirazione per trasfigurarli in melodia e racconto, canto di festa e di lotta.
Per lasciarci soltanto una voglia di pioggia….”Non una cover, non un omaggio e nemmeno un ricordo”. Ma soltanto un rimpianto e un “ostinato cammino”, come si legge dalle note di presentazione e dalla modalità narrativa messa in campo per raccontare i personaggi e le storie ”ostinate e contrarie”.

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