“Walyaan-Cinema Migrante IV Edizione” 13 febbraio ore 19

Il Centro di Servizi Culturali di Macomer ospiterà un tappa del Festival itinerante Walyaan-Cinema Migrante IV Edizione”

La manifestazione, a cura dell’Associazione italo-senegalese Sunugaal e finanziata dalla Regione Sardegna, si propone di offrire uno scorcio delle culture africane attraverso il cinema. La cinematografia che viene portata all’attenzione del pubblico del circuito sardo proviene soprattutto dal Senegal, Mali, Burkina Faso, Costa D’Avorio

L’evento si terrà mercoledì 13 febbraio alle ore 19 presso la sede del Centro: Padiglione Filigosa – Ex Caserme Mura. Viale Gramsci – Macomer

Per la tappa al Centro abbiamo organizzato la proiezione del film Tant qu’on vit (Medan vi lever) di Dani Kouyaté (Svezia/Senegal, 2016)

A seguire Mauro Porcu, operatore del Centro, modererà il dibattito con il regista.

Sinossi

Kandia ha cinquant’anni. Dopo aver vissuto 30 anni in Svezia, decide di tornare a “casa” in Gambia. Suo figlio Ibbe, avuto con un uomo svedese, non capisce questo colpo di testa. Lui che sognava di fare il cantante hip hop ora è costretto a raggiungere la madre a Banjul. L’impatto con “il paese” è inatteso per entrambi. Una commedia impegnata e avvincente sul tema universale dell’Identità in Movimento.

Dani Kouyaté

Nato il 4 Giugno 1961 in Bobo Dioulasso, Burkina Faso e figlio del celebre attore, drammaturgo e griot africano Sotigui Kouyaté . Frequenta l’Istituto Africano di Studi Cinematografici e ottiene nel 1985 il diploma in regia. Prosegue gli studi a Parigi, dove consegue un diploma e un master in Estetica del cinema e un diploma all’École International d’Anthropologie. Realizza nel 1988 il suo primo cortometraggio, Bilakoro, e nel 1995 il lungometraggio d’esordio Keïta. L’artista africano vive in Svezia, produce i suoi film in Francia, e li realizza in Africa. E’ erede di una tradizione orale, i griot, che gli ha insegnato a raccontare storie e tramandare i valori del suo popolo. Suo padre è stato il primo attore moderno del Burkina Faso. Il suo lavoro artistico è segnato dalla ricerca della autenticità.

1985 – Va, cortometraggio (co-regia) 1989- Bilakoro, cortometraggio (co-regia)

1990 – Tobere Kosam ”Poussière de lait”, cortometraggio

1992 – Les Larmes sacrées du crocodile, cortometraggio

1995 – Keïta! L’heritage du griot, lungometraggio

2001 – Sia, le rêve du python, lungometraggio

2004 – Ouaga Saga, lungometraggio

2005 – Joseph Ki-Zerbo, Identités/Identité pour l’Afrique,

2009 – Souvenirs Encombrants d’une Femme de Ménage