“Rinnovamento Comunità Locali, Economia della Condivisione, Nuovi Stili di Vita” 30 Agosto 2014

 

Locandina Programma

Siamo lieti di invitarvi al II° incontro regionale “Realtà in Transizione” dal titolo “Rinnovamento Comunità Locali, Economia della Condivisione, Nuovi Stili di Vita” che si terrà presso la nostra sede sabato 30 agosto a partire dalle 11 e per tutto il giorno. Come si legge nel comunicato degli organizzatori si tratta di “Una intera giornata dedicata all’economia della condivisione, il rinnovamento delle comunità locali e i nuovi stili di vita. Ospiti ed esperti da diverse realtà italiane ci accompagneranno in un universo di esempi virtuosi, ci parleranno dei loro progetti e potenzialità a partire dagli strumenti di partecipazione e trasparenza offerti da OpenPolis, dalla Bioedilizia opensource del progetto BAREGA, dai progetti di innovazione sociale di OpenHub, Nurnet e molte altre realtà.  In collaborazione con il forum dei Giovani, il Centro Servizi Culturali, l’Istituto tecnico e varie associazioni e cooperative del territorio, è stato diffuso negli scorsi mesi un Questionario di Partecipazione Attiva per Macomer, invitando i cittadini a dire la loro, a criticare e proporre per migliorare la propria comunità. Verranno dunque presentati i risultati con l’obbiettivo di stimolare una riflessione che non può più prescindere da indagini sul territorio, e di donare alle associazioni e i gruppi presenti un progetto comune basato sulle proposte dei cittadini, ma soprattutto, da portare avanti insieme. Vedremo l’esposizione di prodotti biologici ed equosolidali, workshop a tema per adulti e bambini, proiezioni, rinfresco e concerto finale”

Presentazione libro “Vandali. Assalto alle bellezze d’Italia” di Gian Antonio Stella

Presentazione Vandali di Gian Antonio Stella

Venerdì 29 novembre alle 18,00 Gian Antonio Stella, scrittore e giornalista del Corriere della Sera, presenterà il suo libro/inchiesta “Vandali. Assalto alle bellezze d’Italia”, assieme a Renato Soru, imprenditore e consigliere regionale, e a Giacomo Mameli, giornalista e scrittore.

“Una manifestazione culturale importante in cui Stella riprenderà i temi contenuti nel suo libro-inchiesta che tanto interesse ha suscitato in ogni parte d’Italia, nella stampa nazionale e nei dibattiti televisivi.  Il libro non parla della situazione in Sardegna. Ma Gian Antonio Stella conosce molto bene i problemi della nostra isola. Ha partecipato di recente ad un convegno a Cagliari sul tema “Italia-Sardegna: giustizia, ambiente, salute”. E ha rilasciato una lunga intervista all’Unione Sarda proprio sui temi che dovremo affrontare nell’incontro di Macomer. Sarà comunque una occasione importante per dibattere con Renato Soru e Giacomo Mameli i problemi nati in seguito all’approvazione di nuove norme sul Piano paesaggistico regionale. E sulle polemiche che ne sono scaturite. Si parlerà sicuramente di turismo, di ambiente, di paesaggio e di sviluppo”

(Fonte: Associazione Nino Carrus)

Gian Antonio Stella

Gian Antonio Stella è nato ad Asolo, in provincia di Treviso, dove il padre professore di filosofia e la madre maestra elementare insegnavano, ma la sua famiglia è originaria di Asiago e lui stesso si considera un asiaghese nato casualmente altrove. Cresciuto a Vicenza, ha frequentato il Liceo Ginnasio “Antonio Pigafetta”. Entrato al Corriere d’informazione nell’estate 1975, è da diversi anni inviato ed editorialista del Corriere della Sera, dopo essersi occupato di cronaca romana ed interni ed essere stato a lungo inviato nel Nord Est. Scrive di politica, cronaca, cultura e costume. Ha vinto numerosi premi giornalistici, tra cui l’È giornalismo, il Barzini, il Premiolino, l’Ischia, il Saint Vincent per la saggistica e, insieme con Sergio Rizzo, nel 2008, il premio internazionale “Columnistas del mundo” vinto in passato dal francese Bernard-Henri Lévy, dall’indiana Arundhati Roy, dall’americano Seymour Hersh, dallo spagnolo Fernando Savater, dalla persiana-americana Christiane Amanpour. Tra i suoi libri più famosi, L’Orda. Quando gli albanesi eravamo noi sulla xenofobia sofferta dagli emigrati italiani, La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (scritto con Sergio Rizzo), che con oltre un milione e trecentomila copie vendute è stato uno dei saggi più venduti di sempre, La Deriva. Perché l’Italia rischia il naufragio (ancora con Rizzo) sulla decadenza di un paese che da troppo tempo non crede più in se stesso, nel futuro e nei giovani. Tra i romanzi, Il maestro magro, La bambina, il pugile, il canguro e Carmine pascià, che nacque buttero e morì beduino.

(Fonte: vandali.net)

Il Libro

Il tempio diApollo a Selinunte ingabbiato per 11 anni dalle impalcature solo perché nessuno le smonta. La meravigliosa campagna veneta di Palladio e del Giorgione “intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata”, come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni. I mosaici di Pompei che si sgretolano perché l’ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino “pompeiano” da 55 euro l’una e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi. La tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. L’inestimabile villaggio preistorico di Nola affogato nell’acqua perché la pompa non funziona. La tracotanza di un abusivismo che, di condono in condono, è salito a 4 milioni e mezzo di alloggi nei quali vivono 11 milioni di italiani. Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco.

Un incubo culturale, un’angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. E il portaleitalia.it, costato milioni di euro, è 184.594° fra i siti web più visitati del pianeta. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La nostra no. Anzi, la cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. I suoi riti. Le sue risse. E si tiene stretti tutti i privilegi. Le sole auto blu costano due volte e mezzo l’intero stanziamento per i Beni culturali, dimezzato in 10 anni. E con le doppie pensioni da parlamentare e deputato regionale c’è chi prende 10 volte lo stipendio di un archeologo

 

PIANETA IN VENDITA: Il cinema per raccontare la difesa dei territori e i diritti delle comunità

 

Pianeta in vendita

Considerate le numerose emergenze ambientali e sociali che stanno interessando il territorio regionale in questi ultimi mesi, che hanno visto il coinvolgimento diretto di parte della società civile riunita in comitati e associazioni locali,

l’Osvic, l’ Ass. Italia Nostra nelle sezioni Sinis Cabras Oristano, Sassari e Cagliari, i C. S. C. UNLA di Oristano e Macomer, il G.A.S. Pira Camusina e la Cooperativa Sud Equo di Nuoro, propongono un’analisi dell’argomento TERRA, la tutela dei paesaggi e la resistenza dei territori, attraverso lo strumento del cinema.

L’iniziativa itinerante dal titolo PIANETA IN VENDITA: Il cinema per raccontare la difesa dei territori e i diritti delle comunità, co-finanziata dalla Fondazione Banco di Sardegna, sarà inaugurata a Oristano il 4 ottobre alle h 19 presso il C.S.C. Unla e proseguirà il 7 a Macomer (CSC Unla h19 ), l’8 a Sassari (Biblioteca comunale h17), il 9 a Nuoro (Salone Parrocchiale Deffenu h18,30) e si concluderà il 10 a Cagliari (Sottopiano Palazzo Civico di Cagliari h17).

Le pellicole d’autore, Lezare di Zelalem Woldemariam e Cattedrali di sabbia di Paolo Carboni, racconteranno le violazioni dei diritti di comunità e popoli, ma anche l’impegno prezioso di comitati ed associazioni che in ogni parte del mondo sono accomunati da un sottile “filo rosso”: la volontà di porre i beni comuni fuori da qualsiasi logica di mercato e di speculazione, nel “ritorno alla terra” e ai suoi valori imprescindibili.

Ciascuna proiezione sarà seguita da un dibattito con la partecipazione dei comitati e delle associazioni che localmente operano a difesa dei Beni Comuni: saranno infatti ospiti a Oristano i comitati “S’Arrieddu per Narbolia”, “No al Progetto Eleonora”, a Macomer “Acqua Bene Comune Planargia”,“NonBruciamocilfuturo”e “INBosa”, a Nuoro l’Ass. Biosardinia, e la cooperativa Sud Equo, a Sassari il comitato locale “No al Termodinamico a Cossoine e Giave”, a Cagliari “Terra che ci appartiene” e “NO Trivelle Sardegna”.

La giornata inaugurale, nella città di Oristano, sarà arricchita dalla presenza di Domenico Finiguerra*,  che racconterà la sua esperienza di amministratore e di attivista.

Per info e contatti

O.S.V.I.C.

Via Goito 25

09170 Oristano

Tel: 078371817

www.osvic.it

Oil – Primo e Secondo Tempo. La dignità del Popolo Sardo

 

LocandinaIl Centro Servizi Culturali ha organizzato per sabato 11 e domenica 12 maggio alle ore 19 presso la propria sede in Viale Gramsci (Padiglione Filigosa – Ex Caserme Mura) a Macomer la proiezione dei documentari “Oil. Primo Tempo” e “Oil. Secondo Tempo”. Sarà ospite il regista Massimiliano Mazzotta. Si tratta di documentari di inchiesta sul polo petrolchimico della Saras a Sarroch che intrecciano in modo più vasto temi ambientali, medici, economici, sociali e di sicurezza sul lavoro.

Al termine delle proiezioni Davide Fara coordinerà un breve dibattito insieme al regista e al dottor Vincenzo Migaleddu, presidente dell’ISDE Sardegna (Medici per l’ambiente) che sarà presente per la proiezione di domenica. Per questo motivo cureremo particolarmente la puntualità degli incontri

Massimiliano Mazzotta
Sono nato a Lecce il 27 Dicembre 1972. Vivo e lavoro a Milano
I miei interessi sono da sempre rivolti alla fotografia. A 18 anni ho iniziato a collaborare con fotografi affermati nel mondo della moda e della pubblicità. Attività che permette di viaggiare; New York, Los Angeles, Londra, Parigi, Francoforte, Amsterdam, India, Sud Africa, Indonesia, Giamaica, Repubblica Dominicana, Corea del Sud, Giappone e di realizzare reportage fotografici. Negli anni a seguire con l’esperienza acquisita passo all’attività di fotografo professionista, realizzando campagne pubblicitarie e cataloghi.
La mia passione per il reportage fotografico mi ha portato a sviluppare brevi storie riprese con video camera digitale. Tutto parte senza seguire una sceneggiatura, da quella che potrebbe essere un’immagine, uno scatto fotografico.

Oil – Primo tempo
In viaggio, in vacanza, a molte persone capita di attraversare, velocemente e tappandosi il naso, paesi come Sarroch. Alcuni possono essere attraversati dall’idea di fermarsi a vivere un breve periodo. Conoscere donne, uomini, ragazzi, bambini, pensionati. Entrare nei luoghi di lavoro e ospitati nelle case. Ascoltare gli abitanti di questo paese, le esperienze di vita e di lavoro. Com’è vivere e lavorare qui? Avendo come vicino di casa un’industria a forte impatto ambientale, che non necessita di un elevato numero di lavoratori (escludendo interventi di manutenzione concentrati in alcuni periodi dell’anno). Respirando per 365
giorni all’anno quello che esce attraverso la fiamma perenne delle fiaccole e dalle numerose ciminiere -anidride carbonica, ossido di azoto, biossido di zolfo, acido solfidrico- la cui emissione è da pochi anni monitorata da centraline aventi gestori diversi: industria, Comune ed ARPA al momento non attiva in seguito al passaggio di consegna dalla Provincia di Cagliari. Dal 2000 le scorie di raffineria sono considerate fonti “assimilate” alle rinnovabili (92/CIP 6). I dipendenti del gruppo SARAS e di POLIMERI EUROPA ricevono un’adeguata formazione in materia di tutela e sicurezza sul lavoro ed esiste un efficiente piano di emergenza interno. I dipendenti esterni di nuova assunzione ricevono una formazione della durata di due ore, e direttamente sul luogo di lavoro in base alla mansione da svolgere. Per gli abitanti di Sarroch non esiste un piano di sicurezza con corsi e prove di evacuazione. Negli ultimi anni esiste un’inversione di tendenza con un ritorno
all’agricoltura (coltivazioni in serra) e la volontà di rilanciare l’industria turistica, attività che negli anni hanno subito una riduzione del loro spazio di attività anche per l’assenza totale di garanzie sulla qualità dei prodotti.
Gli abitanti di Sarroch non chiedono la chiusura della Raffineria ma la difesa della salute di chi lavora dentro e di chi vive fuori.

Oil – Secondo Tempo
Per un paese, come l’Italia, povero di fonti energetiche fossili, la politica petrolifera è sempre stata un problema delicato. Prima che si delineassero possibilità di produrre energia da fonti rinnovabili (sole, vento), negli anni 1950 e per breve tempo la politica dell’Eni tentò di opporsi allo strapotere delle “sette sorelle” tramite una presenza insieme aggressiva e paternalistica nei paesi del terzo mondo. La morte di Enrico Mattei, nel 1962, pose termine a questo tentativo. La posizione di Angelo Moratti, che pure Mattei aveva favorito, fu diversa sin dall’inizio, e la nascita della SARAS fu fortemente favorita dagli accordi con la Esso. Dopo anni di disinformazione e di passività (anche sindacale) su questo problema, la correlazione fra l’industria petrolifera, chimica e petrolchimica, e i danni alla salute di lavoratori e cittadini, emerse chiaramente negli anni 1970 a opera di organizzazioni di base di lavoratori, medici e tecnici della salute. Nel corso del processo contro Enichem e Montedison (1998) per le morti e i danni ambientali causati dal Petrolchimico di Porto Marghera con le lavorazioni di CVM e PVC, con la condanna dei dirigenti in secondo grado nel 2004, tale relazione venne provata e riconosciuta. Anche gli studi compiuti a Sarroch nel 2008 suggeriscono una possibile correlazione fra presenza industriale e malattie tumorali e respiratorie. La sicurezza sul lavoro è un fattore fondamentale, specialmente nelle industrie che trattano un materiale così pericoloso e potenzialmente devastante come il petrolio. Quattro dirigenti SARAS e il rappresentante legale di una ditta di appalto, la Comesa, sono imputati nel processo che si svolgerà tra aprile e maggio presso il Tribunale di Cagliari per la morte di tre operai della Comesa il 26 maggio 2009. Secondo i pubblici ministeri quella tragedia è attribuibile alle carenze nelle procedure di sicurezza. Il sindacato FIOM-CGIL è stato ammesso come parte civile. Oltre ai “necessari” rapporti con la politica (un campo nel quale la famiglia Moratti si è dimostrata molto attenta ed equanime, distribuendosi accortamente fra destra e sinistra), anche la presenza nello sport nazionale è fondamentale per gli industriali, per aumentare la propria popolarità e produrre consenso. Ma ciò che può sembrare un elemento quotidiano nel nostro paese, e in genere in Occidente – tanto da farci dimenticare che possano esserci relazioni tra gli utili della SARAS e gli splendori dell’Inter – diventa molto più inquietante quando vediamo le magliette delle squadre del cuore indossate dai bambini africani. L’Africa è così colonizzata due volte: con il saccheggio delle materie prime della loro terra, e con l’occupazione del loro immaginario.